Marzamemi: il borgo marinaro dove il tonno incontra il barocco

Marzamemi, tonnara settecentesca in provincia di Siracusa, tra processioni di San Francesco in mare, bottarga e crispelle. Un tuffo in tradizioni pachinote autentiche e glamour.

25 febbraio 2026 15:00
Marzamemi: il borgo marinaro dove il tonno incontra il barocco - Foto: Michele Ponzio/Wikipedia
Foto: Michele Ponzio/Wikipedia
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La tonnara che ha dato vita al borgo

Arrivando a Marzamemi dall'entroterra di Noto, il borgo ti accoglie come un miraggio sul mare: casupole di tufo giallo, stradine che finiscono in calette cristalline, e quell'aria salmastra che sa di tonno appena mattanzato. Nato nel 1730 come tonnara privata dei Villadorata, principi di Catania, questo piccolo porto ha vissuto il ciclo del tonno rosso per tre secoli – reti fisse tese in primavera, mattanze cruente in estate con tonni decapitati in maree rosse, poi salatura e inscatolamento nelle fabbriche. Non era solo lavoro: i pescatori, con mani callose e tatuaggi di santi protettori, tramandavano canti e gesti rituali per placare Nettuno, un'eredità che oggi rivive in musei come la Tonnara Florio, dove bottarga, ventresca e pesce spada affumicato riempiono le vetrine. È il cuore pulsante di Pachino, dove il pomodorino dolce si abbina a sapori marini intensi, creando piatti che parlano di fatica e mare generoso.

San Francesco e il rito propiziatorio in mare

Ogni 20 agosto, Marzamemi si ferma per San Francesco di Paola, patrono dei marinai: la statua del santo, lignea del Seicento, viene imbarcata su una feluca decorata con fiori e drappi, portata in processione sul mare calmo al largo della tonnara. Accompagnata da regate, cuccagne acquatiche e fuochi, questa litania propiziatoria risale al post-terremoto del 1693, un voto per mari sereni e pescagioni abbondanti. Immaginate i fedeli a bordo di gozzi, con reti benedette e preghiere che si mischiano al scirocco, mentre a riva donne preparano crispelle di San Martino – polpette fritte di riso, miele e ricotta – e granite di mandorle sotto tende improvvisate. È un momento intimo, lontano dal turismo glamour delle spiagge vicine, dove il borgo rivela la sua anima devota e solidale.

Barocco di tonnara e sapori pachinoti

Il fascino di Marzamemi sta nel contrasto: la tonnara restaurata con cortili barocchi dove un tempo si essiccavano ventresche, oggi gallerie e caffè alla moda; la Casa del Principe con stemmi nobiliari che vegliano sul porto; e quel nero d'Avola locale che lava via il sale. Le tradizioni non svaniscono – i faschitrari degli Iblei vicini portano miele di timo per i piretti, biscotti duri da inzuppare, mentre la vendemmia di Nero d'Avola e Nerello Mascalese riempie le case di mostarda, mosto cotto dolce da spalmare su pane. È un borgo che ha resistito a pirati, terremoti e mode, trasformando fatica in festa.

Dal Palio del Sud alle granite eterne

Vincitori delle regate rappresentano Marzamemi al Palio del Sud, corsa di barche che unisce borghi costieri in competizione antica. Qui il tempo rallenta: granite sotto i pini marittimi, storie di tonni giganti raccontate da vecchi pescatori, e un tramonto che tinge il tufo di rosa. Marzamemi non è solo cartolina – è dove il mare dà e prende, e gli uomini celebrano con riti che durano da secoli.

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