La città barocca siracusana rinata dalle macerie, tra leggende e sapori del Val di Noto

Noto, capitale del barocco siciliano UNESCO, sorge sulle rovine del terremoto 1693 con cattedrali dorate, fantasmi di monache e cioccolato modicano. Storie dal cuore del Val di Noto.

18 febbraio 2026 15:00
La città barocca siracusana rinata dalle macerie, tra leggende e sapori del Val di Noto - Foto: Gianluca Pirro/Wikipedia
Foto: Gianluca Pirro/Wikipedia
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Dalle rovine di Noto Antica alla perla dorata

Pensa a un terremoto che nel 1693 rade al suolo un’intera città, Noto Antica, lasciando solo fantasmi tra le erbacce sui monti Iblei. Gli abitanti non si arrendono: sotto la guida di architetti come Rosario Gagliardi, ricostruiscono tutto a valle, in un nuovo sito, forgiando quella che oggi chiamiamo la “capitale del barocco”. Camminando per Corso Vittorio Emanuele, l’arenaria gialla dei palazzi brilla al sole come miele pietrificato, con balconi grotteschi che sembrano sussurrare storie di pescivendoli ricchi come i Nicolaci, i cui saloni affrescati ospitavano feste sontuose. È un trionfo di curve e volute, UNESCO dal 2002, dove ogni pietra racconta una rinascita tenace, lontana dal caos di Siracusa.elimeli

Non è solo architettura: è un inno alla resilienza, con la Cattedrale di San Nicolò che domina la piazza con la sua scalinata maestosa, ricostruita dopo un altro crollo nel 1996, come se la terra volesse testare di nuovo la fede degli uomini.tripadvisor

Leggende di grotte sante e porte incantate

Sotto la superficie barocca, il Val di Noto cela misteri antichi. La Grotta dei Santi, vicino Noto, è un labirinto rupestre con affreschi bizantini del XII secolo che raffigurano eremiti in preghiera, illuminati da torce che proiettano ombre danzanti sulle pareti. Leggende locali parlano di monaci che qui si rifugiavano da saraceni, lasciando graffiti e reliquie che ancora oggi attirano studiosi. Poi c’è la Porta della Montagna Incantata, un arco naturale che si dice apra varchi su mondi sotterranei durante le notti di luna piena, eco di riti pagani pre-cristiani intrecciati al folklore barocco.aguaresort

Queste storie si mescolano al fantasma del Monastero di Santa Chiara, dove una suora defunta appare ai viandanti, un’eco del terremoto che seppellì conventi interi, rendendo Noto un crocevia di sacro e soprannaturale.aguaresort

Il cioccolato di Modica e scale verso il cielo

Scendendo verso Modica, a pochi passi nel Val di Noto, l’aria si riempie di un aroma tostato che viene dalle botteghe dove si lavora il cioccolato secondo una ricetta azteca portata dai Conquistadores nel XVI secolo. Non è cioccolata fondente liscia: qui la mescola grezza si scioglie a freddo con zucchero di canna, cannella e arance, creando pepite ruvide che si sciolgono in bocca come un abbraccio rustico. È il contrappunto perfetto al barocco esplosivo della scalinata di San Giorgio, 250 gradini che salgono tortuosi verso la chiesa alta, fiancheggiati da grotte e palazzi che sembrano scolpiti da giganti.casevacanzepomelia

In questo dedalo di viuzze, la necropoli del Quartiriccio del 2200 a.C. rammenta origini neolitiche, mentre la Cava d’Ispica, lunga 13 km, intreccia tombe a forno, catacombe cristiane e chiesette bizantine – un viaggio nel tempo che lega preistoria al barocco.casevacanzepomelia

Feste che fondono fede e teatro antico

La primavera nel Val di Noto esplode con la Madonna Vasa-Vasa a Modica: a Pasqua, la statua della Vergine, con braccia mobili come un pupo siciliano, “abbraccia” il Cristo Risorto liberando colombe bianche, un rito del 1645 che riempie le piazze di urla gioiose. A Noto, le luminarie e i cortei patronali di San Corrado si intrecciano a sagre di prodotti di terra, mentre il barocco fa da scenografia naturale. Non è folklore statico: è vivo, pulsante, come il cioccolato che si amalgama piano al fuoco basso.visitvaldinoto

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