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Lithos 2026: a Ferla ‘Deep and Dance’ di Vincent Migliorisi apre Anelithos il 4 settembre
Lithos 2026: a Ferla ‘Deep and Dance’ di Vincent Migliorisi apre Anelithos il 4 settembre
Il Comune di Ferla annuncia il primo appuntamento di Lithos: una performance che fonde oud, elettronica e fiati sulla Scalinata Cappuccini.
Il Comune di Ferla ha annunciato Lithos 2026, inaugurando la rassegna con Anelithos #1 e un evento che si presenta come un esperimento sonoro tra passato e futuro. Nel comunicato si legge una domanda che definisce il programma: "Cosa succede quando la musica smette di scegliere tra passato e futuro?" — una suggestione che introduce il progetto Deep and Dance di Vincent Migliorisi, in programma venerdì 4 settembre 2026 alle 21:30.
Dettagli dell'evento
Il progetto Deep and Dance nasce da una ricerca personale di Migliorisi sul rapporto tra musica tradizionale e linguaggi elettronici contemporanei. Il percorso artistico dell'autore, fatto di produzione, composizione e collaborazioni con il teatro, porta sul palco un dialogo sonoro in cui strumenti acustici, live looping, percussioni e voce si confrontano con pulsazioni elettroniche. Non si tratta di una semplice fusione di generi, ma di una volontà dichiarata di mettere a confronto epoche e geografie musicali.
Sul palco, insieme a Vincent Migliorisi, saranno presenti: Francesco Emanuele (basso, chitarra e bouzouky), Giona Migliorisi (tromba) e Giovanni Monisteri (sax contralto). L'appuntamento è fissato sulle Scalinata Cappuccini di Ferla, con inizio previsto per le 21:30 di venerdì 4 settembre.
Il comunicato conferma inoltre le date complessive del festival: Lithos 26 · ANELITHOS si svolgerà dal 4 al 6 settembre 2026. L'iniziativa, promossa dal Comune, inserisce questo evento nell'offerta culturale estiva del territorio, puntando su un cartellone che valorizzi sia la tradizione che le sperimentazioni contemporanee.
L'appuntamento promette di essere un osservatorio sul modo in cui musicisti contemporanei interpretano la convergenza fra repertori tradizionali (oud e bouzouky citati nel presentazione) e linguaggi elettronici: un test per capire se queste pratiche dialogiche riescono a trasformare il palco delle piccole comunità in una vetrina per nuove geografie sonore.
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