A Siracusa la statua che commosse un popolo intero e continua a brillare oltre il dolore

L’opera “Santa Lucia” di Pietro Rizzo, nata dopo il terremoto di Messina, trasforma dolore e fede in un messaggio eterno di luce.

29 novembre 2025 18:00
A Siracusa la statua che commosse un popolo intero e continua a brillare oltre il dolore - Foto: Salvo Cannizzaro/Wikipedia
Foto: Salvo Cannizzaro/Wikipedia
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Ci sono opere d’arte che non si limitano a decorare una chiesa, ma che diventano simboli di fede, resistenza e rinascita. In Sicilia, una di queste è una tela che continua a commuovere chiunque la osservi: una giovane donna dallo sguardo dolce e sofferente, la Santa che ha sfidato il martirio e la morte. Dietro quei colori e quella luce, c’è la mano di un artista messinese capace di trasformare una tragedia collettiva in speranza eterna.

Un’opera nata tra le macerie

La tela raffigurante Santa Lucia, realizzata dal pittore messinese Pietro Rizzo nel 1908, è molto più di un dipinto religioso. Nasce in un contesto drammatico: pochi mesi dopo il terribile terremoto di Messina che devastò la città e cancellò intere generazioni. Rizzo, sopravvissuto alla catastrofe, dipinse questa Santa come simbolo della luce che non si spegne, patrona dei ciechi e dei sofferenti, ma anche metafora di una città che cercava di rinascere dalle tenebre.
Nel volto di Lucia non c’è solo la serenità del martirio, ma anche la dolcezza della rinascita, la consapevolezza che ogni dolore può trasformarsi in luce. Per questo l’opera, oggi custodita nel Museo Regionale di Messina, è considerata uno dei manifesti spirituali più intensi della pittura siciliana del primo Novecento.

Tra fede, simbolo e rinascita

L’artista scelse di rappresentare la Santa in modo essenziale, quasi sospesa, avvolta in un’aura di silenzio. Non c’è dramma nella scena, ma una calma mistica che contrasta con la tragedia di cui Messina era ancora intrisa. La luce, proveniente da una sorgente invisibile, accarezza il volto e il manto della martire, creando un’atmosfera di rivelazione.
Quell’immagine divenne presto un punto di riferimento spirituale per i messinesi, un segno di speranza nelle chiese ricostruite e nelle case distrutte. Pietro Rizzo, con la sua sensibilità, riuscì a trasformare un simbolo religioso in una rappresentazione universale del coraggio e della fede.

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